• Cisti di Tarlov

    Dott. Christian Lunetta

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    Caratteristiche delle cisti di Tarlov


    Le cisti di Tarlov (TCS) sono formazioni di forma tendenzialmente rotondeggiante, caratterizzate da una cavità chiusa a pareti proprie, contengono del liquido e si possono generalmente trovare nello spazio perineurale delle radici nervose. Questo tipo di cisti, comunemente si presentano nella regione sacrale, in prossimità del ganglio della radice dorsale tra gli strati del cosiddetto “perinevrio” e dell’ ”endonevrio”. Le caratteristiche finora descritte le informazioni in merito e il nome associato a questo tipo di cisti deriva appunto dal medico che in primo luogo, nel 1938 le descrisse, il Dr. I. M. Tarlov.

    Le cisti di Tarlov molto spesso vengono scoperte in maniera accidentale in seguito alla risonanza magnetica della colonna vertebrale, e stime affermano che la patologia si verifichi tra il 4,6% e il 9% della popolazione generale adulta.

    Molto spesso può trattarsi di cisti asintomatiche, che solo in rari casi possono essere associate a dei sintomi, con una prevalenza delle cisti sintomatiche variabile tra 0.9% e 1.8% dei casi.

    Tali cisti possono avere un’origine congenita, infiammatoria o traumatica.

    Le cisti di Tarlov, inoltre, possono essere di diverse tipologie e si possono presentare isolate o multiple, bilaterali, unilaterali, multiloculate, di piccole dimensioni e di grandi dimensioni e a volte possono anche svilupparsi all’interno dello scavo pelvico seguendo il decorso della radice e dei nervi da essa originanti.

  • Cisti di Tarlov nell’epidemologia

    Dal punto di vista epidemiologico e dai dati raccolti fino ad oggi, si crede che ci sia una netta prevalenza di cisti di Tarlov sintomatiche nel sesso femminile, con un rapporto maschi / femmine di 1.78.

    I sintomi che i pazienti potrebbero provare riguardano un dolore nella regione lombo-sacrale di tipo radicolare con penetrazione nel territorio d’interessamento della radice stessa; in tal senso per le cisti radicolari sintomatiche delle ultime radici sacrali si può avere un interessamento dell’area pelvica, perineale, anale e genitale.

    Qualora i pazienti soffrano di questi disturbi potrebbero anche soffrire di disturbi sfinterici. L’esordio dei sintomi, può essere improvviso o graduale. La causa che porta in una piccola percentuale di casi di persone portatrici di cisti sacrali, a diventare sintomatiche non è al momento chiara, anche se si pensa che in questi casi i sintomi possano essere legati alla compressione locale.

    Fisiopatologia

    Per quanto riguarda la fisiopatologia delle cisti sintomatiche, si dovrebbe parlare di un meccanismo a “valvola” che permette al fluido di entrare ma non uscire, seguendo la forza gravitazionale. Le cisti sono in comunicazione con lo spazio subaracnoideo e contengono, perciò all’interno del liquido cerebrospinale (CSF).

    Le cisti in cui il liquido cerebrospinale può uscire ed entrare, non si associano a sintomi, a differenza di quelle in cui si viene a creare questo “meccanismo a valvola”, dove l’innalzarsi della pressione all’interno della cisti, si suppone, determini la comparsa dei sintomi.

    Fattori aggiunti sono i sintomi che i pazienti riferiscono come tosse, difficoltà nel sollevamento dei pesi e nel mantenere la posizione eretta e cambiare posizione.

    Causa di questi sintomi, può ritenersi l’aumento della pressione del CSF, che porta all’attivazione del cosiddetto “meccanismo di valvola”.

    Si consiglia ai pazienti, di assumere una posizione sdraiata per provare sollievo da questi disturbi.

    Inoltre, a volte, il canale di comunicazione stretto, si può occludere parzialmente o completamente a causa del deposito di materiale proteico e, la pressione che si crea nella cisti parzialmente occlusa può, anche causare la comparsa di sintomi locali.