• Trattamenti per le cisti di Tarlov

    I trattamenti possibili per le cisti perineurali

    Stabiliti i collegamenti tra la sede della cisti, e i sintomi lamentati dal paziente, e a seguito della diagnosi neurologica, e degli esami svolti, i trattamenti delle cisti di Tarlov varieranno, sotto consiglio medico, in stretta correlazione con l’intensità e la durata degli stessi.

    Inizialmente, il medico curante provvederà a definire un trattamento conservativo di natura farmacologica, (con farmaci che possono limitare e controllare i sintomi e che potranno essere associati ad antinfiammatorio o steroidi), e di cambio di stile di vita, al fine di ridurre al minimo, i traumatismi o e tutte quelle attività che potrebbero sollecitare la regione ospitante la cisti.

    Inoltre, in alcuni casi si rendono utili anche dei trattamenti fisici mirati a ridurre la sintomatologia dolorosa.

    Nei casi resistenti al trattamento conservativo effettuato con farmaci e con consigli di stile di vita, i medici potranno anche consigliare un intervento chirurgico.

    Purtroppo alcune delle tecniche adoperate fino ad oggi, più o meno invasive sono state perché si sono rivelate a lungo andare, inefficaci e hanno visto il ripresentarsi della cisti.

  • Dall’esperienza personale maturata in questi anni dal dott. Christian Lunetta nei trattamenti delle cisti di Tarlov, nasce la convinzione che il trattamento chirurgico debba essere generalmente mirato a svuotare da una parte la cisti, al fine di ridurre, da una parte, l’azione la pressione del liquido esercitata sulle radici e sull’osso adiacente, e dall’altra parte, il sedimentarsi di materiale sintetico attorno alla radice e alla cisti per evitare il rischio di riformazione della stessa.

    Basandosi sugli studi già pubblicati in materia, si è arrivati alla conclusione di poter suggerire un trattamento chirurgico per tutti quei casi in cui:

    - una cisti è diagnosticata attraverso tecniche di imaging,

    - i sintomi sono localizzati nella regione in cui ha sede la cisti,

    - la cisti ha una dimensione maggiore di 1 cm,

    - i sintomi lamentati dal paziente, risalgono agli ultimi 6 mesi,

    - il medico ritenga che non sussistano controindicazioni al trattamento chirurgico,

    - il paziente non trova sollievo con il trattamento conservativo.

    Inoltre, in determinati casi, quando TC mielografia evidenzia un ritardo nel riempimento della cisti, si può procede all’intervento chirurgico.